I misteri della luce

i misteri della luceNella lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae”, il Papa Giovanni Paolo II ci introduce nel venticinquesimo anno del suo pontificato, proclamato Anno del Rosario (ottobre 2002 – ottobre 2003) (n. 3 del citato documento). Il Santo Padre ribadisce l’esperienza positiva della Chiesa nella preghiera del Rosario e quella sua personale, in particolare durante gli anni del pontificato: “Miei cari fratelli e sorelle, immettevo nel ritmo quotidiano del Rosario il mio primo anno di pontificato. Oggi, all’inizio del venticinquesimo anno di servizio come successore di Pietro, desidero fare altrettanto. Quante grazie ho ricevuto in questi anni dalla Vergine Santa attraverso il Rosario: magnificat anima mea Dominum!”(n. 2).

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Essere aperti e attivi nello Spirito Santo

Essere aperti e attivi nello Spirito Santo

(Tratto da “A Medjugorie La Madonna è Viva”)

http://www.lucidellesodo.it
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Questo è un passo importante, delicato e molto semplice. Non si tratta del livello dei carismi o delle cose “straordinarie”, non è neppure l’apprendimento di teorie o l’espressione di emozioni religiose. Si tratta più semplicemente di aprire il cuore e ascoltare nell’anima gli impulsi dello Spirito Santo, accoglierli e viverli. Ci vogliono onestà, sincerità, umiltà, semplicità, elevazione al di sopra di ogni interesse per la gloria di Dio. Ci vuole la fedeltà alla vita di Dio nell’anima.Maria, Sposa per eccellenza dello Spirito Santo, ci introduce in questo rapporto se siamo disponibili e se ci affidiamo a Lei. Dopo il suo sì e il nostro sì detto insieme a Lei, scende lo Spirito Santo (Lc 1, 34-35). La Madonna, come Madre del Corpo Mistico di Cristo ci aiuta a vivere effettivamente le grazie battesimali.

S. Paolo in diversi modi e in diversi punti delle sue lettere, ci spiega il rapporto con lo Spirito Santo, e particolarmente nella lettera ai Romani. Eccone alcuni passi: “Voi però non siete sotto il dominio della carne ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo non gli appartiene” (Rm 8, 9). E ancora: “Lo Spirito stesso attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Rm 8, 16), attesta cioè la nostra identità in Dio e tutta la dinamica della grazia. “Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e Colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio”. (Rm 8,26-27).

Al termine del capitolo 8 della lettera ai Romani, S. Paolo ci introduce nel trionfo della vita dello Spirito Santo per mezzo dell’amore di Cristo.

L’animatore no si preoccupi dell’eventuale mancanza di “strumenti privilegiati” nel gruppo, ma si impegni invece a condurre le persone alla libertà e all’attività nello Spirito Santo.

Nell’agosto del 1984, sono stato trasferito a Vitina. Prima di partire da Medjugorje ho pregato così: “Maria, aiutami a capire come posso aiutarti in futuro, quando sarò distante da Medjugorje!”. La veggente Jelena ha udito la voce della Madonna che diceva: “Ama! Io sono uscita dall’amore di Dio, agisco nell’amore di Dio. Adesso sono qui, in ogni famiglia, in tutto il mondo. Ama e fai come me”. Questo discorso è difficile da accettare per l’uomo abituato a misurare con la propria misura e troppo minacciato da satana. Eppure questo è il fulcro della nostra attività.

Nell’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo si uniscono tutti i membri del Corpo Mistico di Cristo e comunicano fra loro. Qui sono presenti Maria SS., gli angeli, i santi. Il gruppo è aperto ad altri gruppi,alle grazie che sono date attraverso di loro. Lo Spirito Santo si esprimerà nei frutti: “Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; contro queste cose non c’è legge” (Gal 5, 22-23). Da qui nasceranno i doni di Dio ed i suoi strumenti.

Quanto è importante aprirsi allo Spirito, accogliere le grazie e rimanere con Lui, fedeli al rapporto sponsale su ogni livello! Qui si esprime la vera maturità cristiana dell’animatore. Il sacerdote trova il suo posto come “curato delle anime”, che prega con semplicità e aiuta a capire e a cogliere gli impulsi dello Spirito Santo.

Alfa e Omega

copertina dietro“Io sono il Primo e l’Ultimo e il Vivente. Io ero morto, ma ora vivo per sempre e ho potere sopra la morte e sopra gli inferi” (Ap 1, 17-18).

Mi hanno sempre colpito queste parole dell’Apocalisse, perché esprimono bene ciò che la mia anima coglie come l’essenziale della vita: Gesù è il Signore. A Lui occorre sottomettersi e sottomettere ogni cosa per poter vivere la vita vera ed essere protetti dal male.

“Tutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui” (Col 1, 16). Ho sperimentato e continuo a sperimentare quotidianamente che la mia esistenza e tutto ciò che mi circonda sgorgano dal Cuore di Cristo e ad esso fanno ritorno, nell’incessante fluire della vita divina che sorregge l’universo. Così ritengo che tutto debba inevitabilmente ritornare a Gesù perché da Lui tutto è nato. “Per mezzo di Lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili…Egli è il principio…(Col 1, 16-18). Il ciclo della vita riporta all’origine, l’uomo da polvere ritorna in polvere, il cristiano nasce da Cristo per tornare a Cristo e, attraverso di Lui, al Padre. Penso che nessuno possa realmente pensare di arrivare a Dio senza passare attraverso Gesù Cristo, Via, Verità e Vita.

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Renzo Allegri, sul settimanale “Chi” del 30 ottobre 2008


Tomislav VlasicIntervista a P. Tomislav Vlašić

a cura di Renzo Allegri – foto Nicola Allegri

«Quello che vede laggiù è Padre Tomislav Vlasic», dice il mio accompagnatore indicando un uomo che passeggia tra gli olivi, nell’entroterra ligure. «E’ qui agli “arresti domiciliari” per ordine della Congregazione per la Dottrina della Fede che sta esaminando la sua posizione in rapporto ad accuse purtroppo gravissime».

Padre Tomislav è un frate francescano bosniaco, notissimo fra i devoti di Medjugorje, uno dei quattro religiosi presenti fin dall’inizio alle apparizioni, testimone storico di quei fatti prodigiosi, per anni “direttore spirituale” dei sei veggenti e divulgatore nel mondo.

«Ora», prosegue il mio interlocutore con voce addolorata, «è accusato di eresia, immoralità, manipolazione delle coscienze, disobbedienza ai superiori, diffusione di errori dogmatici, falso misticismo. E’ “sospeso a divinis”, cioè non può celebrare la messa, confessare, impartire i sacramenti, svolgere le attività che sono specifiche della sua condizione di sacerdote. Incredibile. Conosco da anni padre Tomislav e sono certo che la Congregazione troverà che è innocente».

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Articoli di Renzo Allegri su Stefania Caterina

Articoli di Renzo Allegri

sul settimanale “Chi” del 3 e 10 ottobre 2008

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Gesù mi ha detto di scrivere questo libro. Me lo hanno dettato grandi spiriti dell’aldilà. lo sono solo un mezzo scelto per attirare l’attenzione su realtà spirituali importantissime», dice Stefania Caterina, tenendo tra le mani il volume Oltre la grande barriera. «L’umanità è alla vigilia di grandi eventi, grandi cambiamenti, e i miei amici dell’aldilà si danno un gran daffare per prepararci», aggiunge.

Siamo sul monte Fasce, una collina vicino a Genova, nei pressi di un santuario mariano fondato da padre Bonaventura Raschi, religioso francescano scomparso una ventina di anni fa. Spiega Stefania: «Fu lui il primo sacerdote cui confidai le mie esperienze spirituali. E mi capì. Conservo ancora un biglietto, scritto di suo pugno, nel quale mi incoraggiava a essere aperta al volere di Dio».

Stefania è una donna di 49 anni, con una storia straordinaria e incredibile, che racconta qui per la prima volta. «Per molti anni ho vissuto due esistenze parallele», dice. «Una “visibile”, quella di una persona normale, e un’altra costellata di esperienze incredibili: visioni, colloqui, incontri con entità spirituali, con persone trapassate nell’aldilà o appartenenti ad altri mondi. Una realtà che, all’inizio, mi ha spaventato, ma che poi ho imparato a conoscere bene, ad accettare, e con la quale ora convivo serenamente».

Stefania parla con voce sommessa, ma le sue parole pesano come macigni. La scruto per cercare di capire se sia una mitomane, un’abile imbrogliona o una di quelle persone speciali, rarissime, dotate di veri carismi spirituali. Il suo libro ha un contenuto affascinante, scritto con proprietà di linguaggio, chiarezza di concetti e rigore logico. Una mitomane non potrebbe scrivere un libro del genere. L’autrice affronta i temi universali di sempre: Dio, la creazione, l’universo, Gesù, la Chiesa, l’uomo, la morte, l’aldilà, il regno del Male, gli extraterrestri, gli animali, le piante. E svolge ogni argomento riportando testimonianze dirette di entità spirituali: ”A questo proposito, la Madonna mi ha detto “. Oppure: “Gesù mi ha precisato… “. O ancora: “L’arcangelo San Raffaele mi ha spiegato … “. Stefania apre le virgolette e giù un lungo discorso con le parole ricevute nel corso di una visione. Così per 300 pagine e, sotto ogni testimonianza, la data dell’incontro.

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